La Confraternita della Misericordia di Bevagna nasce nel 1573 con lo scopo di venerare il Signore e di provvedere alle opere di carità e di misericordia. Tra i compiti più nobili e pii affidati ai Confratelli vi era l’accompagnamento dei defunti all’ultima dimora.
Nel corso dei secoli alcuni fini istituzionali sono mutati, ma sono sempre rimasti saldi i vincoli che legano i Confratelli al culto di Cristo e al sentimento di reciproca fratellanza.
Il vincolo Confraternale, ancora oggi, è di natura mutualistica e paritaria, fondato sulla lealtà e sullo scambio reciproco di favori tra persone uguali.
In origine la Confraternita aveva la propria sede nella Chiesa del Gonfalone; successivamente fu trasferita presso la Chiesa di San Silvestro e poi nella Chiesa di San Domenico.
Nella seconda metà del XVIII secolo si stabilì definitivamente presso la Chiesa di Santa Maria della Consolazione, eleggendola a propria sede legale. A causa del terremoto la sede si sposta sulla chiesa di Sant'Agostino dal 28 agosto 2025.
Con Bolla Pontificia del 18 febbraio 1587, Papa Sisto V affidò alla Confraternita l’amministrazione e l’officiatura del Santuario della Madonna delle Grazie, incorporandone il patrimonio nelle rendite della Confraternita, con l’obbligo di mantenere due Cappellani addetti alle funzioni religiose e agli adempimenti ecclesiastici indicati nella Bolla.
Il 24 febbraio 1609, Papa Paolo V aggregò la Confraternita della Misericordia di Bevagna all’Arciconfraternita di San Giovanni Decollato della Nazione Fiorentina in Roma, concedendole i relativi privilegi.
A partire dalla seconda metà del Settecento, la Confraternita fu più volte minacciata nella sua esistenza a causa dei numerosi fattori sociali, politici, economici e religiosi che caratterizzavano il contesto storico dell’epoca.
Grazie alla tenacia dei suoi Amministratori e al profondo radicamento nel tessuto sociale Bevanate, la Confraternita riuscì tuttavia a superare ogni avversità, fino all’emanazione del Regio Decreto di S. Maria Valdieri del 21 agosto 1908.
Con tale decreto il patrimonio della Confraternita fu trasformato a favore degli indigenti inabili al lavoro e trasferito alla Congregazione di Carità (E.C.A.).
Lo stesso provvedimento stabiliva però che la Confraternita dovesse essere mantenuta, poiché il suo fine primario era l’esercizio del culto necessario alla popolazione. A tal fine era previsto un contributo annuo di £ 750, successivamente cessato.
Oggi l’unica fonte di finanziamento della Confraternita è rappresentata dalle offerte raccolte durante la “Questua Pasquale”, amministrate dal Consiglio Direttivo con correttezza.
Alla Confraternita sono rimaste le custodie delle Chiese di Sant'Agostino e Santa Maria della Consolazione (ex Seminario), eretta nel 1735 e sede legale della Confraternita.
All’interno di quest'ultima sono custodite con particolare cura le statue del Cristo Risorto e del Cristo Morto, molto care alla popolazione di Bevagna.
-La statua del Cristo Risorto, scultura lignea della fine del XVI secolo, è attribuita secondo alcuni studiosi a un allievo della scuola di Michelangelo, secondo altri a uno scultore francese. Fabio Alberti, nella sua opera “Notizie antiche e moderne riguardanti Bevagna” (1786), descrive con grande emozione la tradizionale esposizione della statua. Oggi la cosiddetta “Corsa del Cristo Risorto” si svolge il giorno di Pasqua alle ore 11.00, seguita nel pomeriggio dalla processione per le vie cittadine.(Fig.1)
-La statua del Cristo Morto, anch’essa molto antica, viene portata in processione la sera del Venerdì Santo, accompagnata da una rappresentazione sacra che include numerosi personaggi biblici e richiama ogni anno molti visitatori.(Fig.2)
Nel tempo i requisiti per diventare Confratello sono stati resi meno rigidi, ma rimane l’obbligo di una condotta di vita degna di Dio, offrendo buon esempio nella vita familiare, sociale e professionale.
È richiesta la partecipazione a tutti gli impegni ufficiali della Confraternita e l’osservanza dei comandamenti di Dio e della Chiesa, a tutela del buon nome dell’istituzione.
Essendo andati perduti gli antichi statuti, è stato adottato lo Statuto delle Confraternite dell’Arcidiocesi di Spoleto, ottenendo il necessario riconoscimento vescovile.
La Confraternita è iscritta alla Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d’Italia.
I Confratelli indossano:
-Camice nero con cordone viola durante la Processione del Venerdì Santo;
-Camice e mozzetta viola nelle altre manifestazioni religiose, colore simbolo delle confraternite penitenziali. (fig.3)
-Il distintivo Confraternale, in metallo fuso e fissato sulla mantellina all’altezza del cuore, raffigura l’effige del Cristo Morto sulla Croce.
Statua Cristo Risorto(Fig.1)
Statua Cristo Morto(Fig.2)
Abito Confraternale(Fig.3)